COME CI VEDONO GLI ALTRI

È un locale che cambia nel corso della giornata: bar la mattina, locale per una pausa pranzo di qualità a mezzogiorno e il sabato un’osteria che rievoca l’antica piola (anche nei prezzi). Il patron è anche sommelier per cui vi divertirete con la carta dei vini. I piatti sono di ispirazione langarola, ma con tanti spunti per divagare. Le materie prime, rigorosamente del territorio e di stagione, sono elaborate in modo mai banale. 
Della nostra visita segnaliamo tra gli antipasti (€ 8) i roerini di mozzarella saltati con pachini e basilico e la battuta di carne cruda al coltello. Poi lo sformato di ratatouille con salsa al pomodoro e i fusilli verdi alla mediterranea (primi € 8). Tra i secondi (€ 10) ricordiamo il trancio di carpa alla birra doppio malto, il kebab di maialino piemontese insieme ad alternative vegetariane come il polpettone goloso o la scamorza affumicata ai ferri. Ai dolci (€ 4) bonet all’amaretto, panna cotta alla menta e semifreddo al torrone sardo con noci e mandorle al posto delle nocciole. Starete bene e i prezzi vi faranno voglia di ritornare. GUIDA GOLOSA DI PAOLO MASSOBRIO


Il Bicchierdivino è un locale del centro, attorniato da uffici, abbastanza particolare, con l’aspetto di un vecchio bar, in cui di mattino si può consumare un’ottima colazione, con torte fatte in casa (spettacolare la tarte-tatin oppure la cheese-cake), e altrettante brioches niente male; si può prendere un aperitivo a base di vino con qualche stuzzichino (ottimi i salumi). Ma è a pranzo che il locale si trasforma, diviene una vera e propria trattoria e si possono trovare piatti veramente ottimi e tipici. Ecco cosa dice un cliente di noi: "Ci pranzo spesso e adesso in estate, oltre ottime insalatone, preparano spesso verdure come la parmigiana a crudo o l’insalata di cereali e tonno, e ancora ottimo il “kebab piemontese”, una rivisitazione del noto piatto. Le paste sono fatte al momento e cambiano di giorno in giorno, e spesso preparano degli agnolotti come “Dio comanda”. La battuta di carne cruda o l’albese è come spesso si mangia in Langa, il tutto a prezzi veramente onesti. I dolci sono spettacolari: semifreddo al torroncino o al gianduia, bonet e torte sono da brivido…" Unico neo, evitate l’orario dopo l’una, il locale è strapieno, cercate di arrivare o prima o dopo le due. TURISMO TORINO E PROVINCIA


Siamo in centro, a due passi dal monumento dedicato a Vittorio Emanuele II re d’Italia. Qui dal 2010 si trova questa bella osteria/trattoria/ristoran- tino, ma facciamo un passo indietro. Antonio Dacomo è un gran bel personaggio… a inizi anni Novanta apre un’ enoteca , nel 1993 è eletto miglior sommelier d’Italia, inizia quindi a fare il maitre in ristornati importanti e di grido, sta qualche annetto all’Albereta con Gualtiero Marchesi (e scusate se è poco…), torna a Torino e lavora in alcuni tra i meglio ristoranti della piazza… e, appunto, nel 2010, decide di aprire il suo ristorante, quello che meglio rispecchia il suo modo di vedere questo lavoro. E la cosa buffa e sorprendente è che qui si mette ai fornelli, abbandonando la sala in cui ha magistralmente operato per decenni. Sta in cucina con la figlia Barbara e lascia la sala in mano alla bravissima socia, Maura Squillari. E bisogna dire che Antonio evidentemente le ha studiate le cucine dei ristoranti in cui ha lavorato, perché dimostra mano ferma e mente lucida…
La sua è una cucina tradizionale piemontese con qualche divagazione, potremmo dire che ha una certa predilezione per risotti e zuppe, che tutto viene realizzato sul momento e che il menù cambia in continuazione. E il tutto si concentra a pranzo… la cena sono chiusi. Quindi nella bella saletta (con alle pareti delle belle ramine, che sarebbero poi in piemontese padelle e pentole di rame)a piano terra e in quella nel seminterrato, possono passare una settantina di persone in tutto… la prenotazione è quindi d’obbligo.. Ma vediamo qualche piatto: vitello tonnato di girello in salsa alla maniera tradizionale; strudel salato di carciofi, topinambur e grana: Passiamo ai primi: risotto con cotechino, lenticchie e fontina; zuppa di fave, puntar elle e farro: Secondi: pollo al forno ripieno di carne e carciofi; tomette di Bosconero ai ferri avvolte nella verza. Carta dei vini con una cinquantina di etichette selezionate da Antonio… e direi che c’è da fidarsi
Scritto da Bruno Boveri. Ha sempre coltivato la passione per il cibo e il vino. Per più di vent’anni dirigente nazionale di Slow Food. Collabora alle guide del Gruppo Editoriale L’Espresso, scrive di gastronomia ed enologia su riviste e siti internet. Inoltre è Presidente della prima web radio europea dedicata al vino: La Voce del Vino/The Wine Voice.

SIMPATICHE RECENSIONI DI CLIENTI: 

MEGLIO CHE A CASA.............Un team di ragazze che fa fronte alla ressa (obbligatorio prenotare!) con sorrisi e saluti, avventori misti fra residenti del posto in pantofole e mega-avvocati in grisaglia, abitués o solitari, in gruppo o caciaroni, cibo e vini buonissimi, menu con piatti "seseidicorsaprendiquesto", una pausa DOC, una boccata di ossigeno sotto tutti i punti di vista.

A POCHI METRI............. e mai considerato. Poi il consiglio di un amico. Che sorpresa. Ottimo menù.  E la sensazione che, ottenere di più a pranzo, sia difficile


 
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