COME CI VEDONO GLI ALTRI

Per una pausa pranzo di qualità a mezzogiorno oppure il venerdi e il sabato sera, un’osteria che rievoca l’antica piola (anche nei prezzi). Il patron è anche sommelier per cui vi divertirete con la carta dei vini. I piatti sono di ispirazione langarola, ma con tanti spunti per divagare. Le materie prime, rigorosamente del territorio e di stagione, sono elaborate in modo mai banale.
Della nostra visita segnaliamo tra gli antipasti vitello tonnato e battuta di carne cruda , i roerini di mozzarella saltati con pachini e basilico e agnoloti del plin. Poi lo sformato di ratatouille con salsa al pomodoro e i fusilli verdi alla mediterranea. Tra i secondi ricordiamo il trancio di carpa alla birra doppio malto, il kebab di maialino piemontese insieme ad alternative vegetariane come il polpettone goloso o la scamorza affumicata ai ferri. Ai dolci bonet all’amaretto, panna cotta alla menta e semifreddo al torrone sardo con noci e mandorle al posto delle nocciole. Starete bene e i prezzi vi faranno voglia di ritornare. GUIDA GOLOSA DI PAOLO MASSOBRIO


Il Bicchierdivino è un locale del centro, attorniato da uffici, abbastanza particolare, con l’aspetto di un vecchio bar). Ma è a pranzo che il locale si trasforma, diviene una vera e propria trattoria e si possono trovare piatti veramente ottimi e tipici. Ecco cosa dice un cliente di noi: "Ci pranzo spesso e adesso in estate, oltre ottime insalatone, preparano spesso verdure come la parmigiana a crudo o l’insalata di cereali e tonno, e ancora ottimo il “kebab piemontese”, una rivisitazione del noto piatto. Le paste sono fatte al momento e cambiano di giorno in giorno, e spesso preparano degli agnolotti come “Dio comanda”. La battuta di carne cruda o l’albese è come spesso si mangia in Langa, il tutto a prezzi veramente onesti. I dolci sono spettacolari: semifreddo al torroncino o al gianduia, bonet e torte sono da brivido…" Unico neo, evitate l’orario dopo l’una, il locale è strapieno, cercate di arrivare o prima o dopo le due. Al venerdi sera e al sabato sera si trasforma in una vera osteria di Langa. TURISMO TORINO E PROVINCIA


Siamo in centro, a due passi dal monumento dedicato a Vittorio Emanuele II re d’Italia. Qui dal 2010 si trova questa bella osteria/trattoria/ristoran- tino, ma facciamo un passo indietro. Antonio Dacomo è un gran bel personaggio… a inizi anni Novanta apre un’ enoteca , nel 1993 è eletto miglior sommelier d’Italia, inizia quindi a fare il maitre in ristornati importanti e di grido, sta qualche annetto all’Albereta con Gualtiero Marchesi (e scusate se è poco…), torna a Torino e lavora in alcuni tra i meglio ristoranti della piazza… e, appunto, nel 2010, decide di aprire il suo ristorante, quello che meglio rispecchia il suo modo di vedere questo lavoro. E la cosa buffa e sorprendente è che qui si mette ai fornelli, abbandonando la sala in cui ha magistralmente operato per decenni. Sta in cucina con la figlia Barbara e lascia la sala in mano alla bravissima socia, Maura Squillari. E bisogna dire che Antonio evidentemente le ha studiate le cucine dei ristoranti in cui ha lavorato, perché dimostra mano ferma e mente lucida…
La sua è una cucina tradizionale piemontese con qualche divagazione, potremmo dire che ha una certa predilezione per risotti e zuppe, che tutto viene realizzato sul momento e che il menù cambia in continuazione. E il tutto si concentra a pranzo… Al venerdi sera e al sabato sera si trasforma in una vera osteria di Langa. Quindi nella bella saletta (con alle pareti delle belle ramine, che sarebbero poi in piemontese padelle e pentole di rame)a piano terra e in quella nel seminterrato, possono passare una settantina di persone in tutto… la prenotazione è quindi d’obbligo.. Ma vediamo qualche piatto: vitello tonnato di girello in salsa alla maniera tradizionale; strudel salato di carciofi, topinambur e grana: Passiamo ai primi: risotto con cotechino, lenticchie e fontina; zuppa di fave, puntar elle e farro: Secondi: pollo al forno ripieno di carne e carciofi; tomette di Bosconero ai ferri avvolte nella verza. Carta dei vini con una cinquantina di etichette selezionate da Antonio… e direi che c’è da fidarsi
Scritto da Bruno Boveri. Ha sempre coltivato la passione per il cibo e il vino. Per più di vent’anni dirigente nazionale di Slow Food. Collabora alle guide del Gruppo Editoriale L’Espresso, scrive di gastronomia ed enologia su riviste e siti internet. Inoltre è Presidente della prima web radio europea dedicata al vino: La Voce del Vino/The Wine Voice.

SIMPATICHE RECENSIONI DI CLIENTI: 

MEGLIO CHE A CASA.............Un team di ragazze che fa fronte alla ressa (obbligatorio prenotare!) con sorrisi e saluti, avventori misti fra residenti del posto in pantofole e mega-avvocati in grisaglia, abitués o solitari, in gruppo o caciaroni, cibo e vini buonissimi, menu con piatti "seseidicorsaprendiquesto", una pausa DOC, una boccata di ossigeno sotto tutti i punti di vista.

A POCHI METRI............. e mai considerato. Poi il consiglio di un amico. Che sorpresa. Ottimo menù.  E la sensazione che, ottenere di più a pranzo, sia difficile


 
-